La casa nel bosco

L'architettura nasce da una serie di spazi organizzati tra murature in pietra in funzione dei "riti" della vita quotidiana. Si tratta di recuperare i significati stabili e permanenti dell'uomo, ottenendo forme che possano essere conduttrici di esperienze e che nello stesso tempo possano far apparire le cose nella loro complessità e nel loro spessore.

Disarticolati gli elementi murari, collocate grandi vetrate, resi fluidi i piani e gli ambienti, la casa si posa nel bosco tranquillamente.

Le insenature, le bucature, gli angoli di luce si articolano in un continuo passaggio tra esterno ed interno, quasi a voler suggerire la complessità di una scena urbana.

L'organicità della tipologia e i materiali cercano l'unione dialettica tra gli elementi costitutivi del paesaggio. La "scabrosità" della muratura in pietra si addolcisce attraverso lo spazio interno fino ad assumere una dimensione domestica, fatta di luci, di ombre, di spazio  psicologico.

La lettura dell'ambiente circostante, sia nel suo aspetto naturale che in quello derivato dalle successive trasformazioni operate dall'uomo, il rispetto del paesaggio boschivo, il rapporto tra costruito e le preesistenze naturali, hanno determinato le caratteristiche planivolumetriche dell'edificio.